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eagleXman, sul Gran Sasso dove osano le aquile

Si riparte. Si prova a ripartire. Con la piccola luce che si intravede in fondo al tunnel. E nuove sfide. La mia personale, a 56 anni, dopo sei mesi di stop forzato a causa di un ginocchio sgangherato, qualche chilo di troppo come tutti dopo due anni di pandemia, è quella di provare a terminare il triathlon lungo estremo sul Gran Sasso, il 24 luglio. Le mie terre. La gara è quelle che solo a pensarci tolgono il fiato, come peraltro i panorami di quella zona. Si chiama eagleXman,


nata da un’idea di due atleti della Flipper la colorata e festosa società di Triathlon di Ascoli, che gli appassionati avranno incontrato sui campi gara nel circuito italiano e internazionale qualche volta. Io li ho incrociati nel 2012 a Zurigo, il mio primo Ironman. Ma non ricordavo esattamente l’anno, pensavo fosse il 2014. Me lo ricorda uno di loro, Ezio, che di Ironman ne ha macinati a decine. Ezio Amatucci con Raffaele Avigliano hanno trasformato la loro passione per gli sport di endurance in un lavoro. Venivano da un altro settore, l’edilizia. Quando le cose sono cominciate ad andare male e i cantieri a non partire più, hanno pensato di partire con la loro idea imprenditoriale. Ora organizzano eventi sportivi nel Centro Italia, tra Marche e Abruzzo, granfondo di ciclismo, gare podistiche e triathlon. EagleXman è la prima gara di triathlon extreme che viene organizzata nel Centro Italia. “Gare – racconta Amatucci – che stanno prendendo sempre più piede nel circuito della triplice. In Italia se ne organizzano già due, Stone Brixia Man e Icon, con questa è la terza”. Il percorso è impegnativo e si svolge tutto attorno al massiccio e al parco del Gran Sasso, uno dei posti più magici per chi ama i panorami e la montagna, di tutto il paese.

“Nel Centro Sud Italia – racconta ancora Amatucci – non c’era niente. Quello del Gran Sasso è un comprensorio bellissimo, ci organizziamo già l’omonima Gran Fondo di ciclismo. E il percorso bike sarà lo stesso”.

Dunque, si nuota di primo mattino, i fatidici 3,8km nel Lago di Campotosto. Poi si parte con il percorso di bici, 180 km, su e giù tra le montagne. “Su 180 km di strade si incontrano solo quattro paesi con 100-150 abitanti, Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Ofena e Castel Del Monte. Il resto è tutta natura. Si parte da Campotosto e si arriva a Cerreto”.  Un percorso immerso in una natura bella e selvaggia, in estate arso dal sole, con quattro mila metri di dislivello totali. E un cancello orario da superare “11 ore tra nuoto e bici” per poter accedere alla terza parte. Cancello che sarà il mio personale incubo: l’obiettivo da superare.

La maratona è una corsa in montagna su sentieri e un anello da percorrere due volte “da fonte Cerreto a Campotosto verso il Passo delle Capannelle, 33 km di saliscendi. Si parte da 1400 metri, si scende a 1000 metri e si arriva a 1.600”. Il cancello della maratona è posto al termine dei due giri di maratona alle ore 22. Dopo un giorno di fatiche, con il buio e il cielo della montagna, le stelle e il freddo che si sentirà per la temperatura che scenderà e per il corpo in debito di calorie. Gli ultimi chilometri saranno quelli del sentiero che sale fino su alla partenza della funivia del Gran Sasso e all’”albergo di Mussolini”. Sette chilometri in salita, con oltre mille metri di dislivello, dove sarà difficile trovare ancora le forze per correre, e ogni concorrente, con la luce frontale accesa, dovrà avere un accompagnatore d’obbligo per ragioni di sicurezza che lo scorterà fino all’arrivo. Arrivo previsto un paio di ore dopo, con gli ultimi – e io spero di riuscire a essere tra questi – che taglieranno il traguardo dopo la mezzanotte, fino più o meno all’una di notte.

Il Covid ha complicato un po’ le cose. Ma sarà facile stare distanziati in questa gara. Le partenze saranno scaglionate. Non ci sarà folla. eagleXman è una gara di endurance che ogni concorrente affronterà da solo con i propri personali fantasmi da battere. Oltre al lungo è previsto anche un mezzo. Gli organizzatori prevedono 150 partecipanti per ognuna delle due gare. Al massimo ci saranno 300 atleti alla partenza. All’arrivo chissà, qualcuno di meno. Le iscrizioni sono ancora aperte ma i posti rimasti pochi (180 euro la quota piena per il mezzo, 350 euro per il lungo). Ammesse bici da corsa e bici da crono. Consigliato nel pignone della ruota posteriore un rapporto con qualche dente in più per conquistare il Grande Sasso. Come fanno le aquile, che da sole su questi monti si lanciano e si librano nell’aria. Libere. Circondate solo da bellezza e silenzio.

  • Ernesto |

    …. e la fatica sarà premiata dalla gioia grande dell’arrivo.. Distrutti e felici come ogni gara ma differenza questa volta lo fará il paesaggio senza eguali della montagna d’Abruzzo.

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