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Sellaronda Skialp, sarà per un’altra volta

Ci abbiamo provato. Ma il Sellaronda skimarathon è davvero una gara tosta. Super veloce. 42 chilometri e 2.800 metri di dislivello positivo sulle piste battute, lungo i quattro passi dolomitici: Gardena, Sella, Campolongo, Pordoi. La più temuta e desiderata da chi si avvicina a questo sport, fatto di fatica e fatica.

Io e il mio collega Gigi Donelli di Radio24

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siamo partiti da Canazei venerdì scorso assieme ad altri 1200 atleti, con una super attrezzatura race messaci a disposizione da Dynafit. Ebbene. Ce l'abbiamo messa tutta. Ma non è bastato. Ci hanno fermato poco prima del primo cancello, dopo 1 ora e 20 di corsa, al passo Sella: "Al prossimo non ci arrivate in tempo. E' meglio che vi fermate qui". Quando noi scollinavamo il primo passo, i primi avevano già passato il secondo valico, il passo Gardena. Con una velocità incredibile. Il mio cardiofrequenzimetro, mentre salivo stringendo i denti a tutta sulle rampe che da Canazei portano al passo Gardena, mi diceva che ero sempre al massimo del valore di soglia o poco sopra: con un valore tra i 175 e 180 battiti al minuto. Veramente troppo per me. Troppo rischioso. Ma così è. Lo ski alp di velocità combinato con l'alta quota (si sale sempre tra i 2 e i 3mila metri) è uno sport molto impegnativo dal punto di vista fisico che mette a dura prova il cuore, il nostro motore. In questi giorni a Canazei ho conosciuto Lorenzo Holzkneckt, nazionale di ski alp, campione mondiale relay race nel 2010, e campione europeo nel 2009. Insomma, un fenomeno. Mi ha colpito la sua semplicità. Lorenzo viene da Bormio, passa la vita ad allenarsi e a salire montagne con gli sci e le pelli di corsa. Sperava di vincere il Sellaronda, il suo compagno di cordata a un certo punto non reggeva il suo ritmo. E' arrivato secondo all'arrivo. E ha ritoccato di diversi minuti il suo record e quello assoluto del Sellaronda. Mi ha parlato dei sacrifici e della fatica che fa un atleta al top del ranking mondiale per sostenersi con i proventi delle gare e degli sponsor. Un calciatore di serie C, per dire, guadagna più di questi ragazzi che fanno uno sport, credo, tra i più faticosi del mondo.
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Più del ciclismo, del running e del triathlon. Pochi soldi ma tanto fascino. Per uno sport bellissimo con un movimento in forte crescita. Magari il prossimo anno ci riproveremo a fare il Sellarond con l'obiettivo di abbassare il tempo, allenandoci un po' di più sulla velocità. Quello che ho capito da questi mesi di preparazione è che lo Ski Alp, lo Ski touring, lo Ski racing, insomma salire le montagne con gli sci ai piedi è molto divertente (magari sulle piste, di lato, per non rischiare troppo). Lo consiglio a tutti gli appassionati di salite. 

Ecco l'articolo che racconta come è andato il Sellaronda (trovate correlati anche una galleria fotografica e un reportage audio fatto da Gigi). Buona lettura

  • Ugolini |

    Non riesco a capire se è uno scherzo o cosa…
    Se non fosse perchè siamo sul sito del sole24ore avrei già chiuso la pagina bollandola come la solita pagliacciata!
    Il tuo articolo ha più contraddizioni di rapporto anti-nucleare iraniano…
    Per prima da cosa se da Canazei sali verso il Gardena c’è qualcosa che non và. In mezzo c’è il Passo Sella e credimi, non passa certo inosservato…
    Seconda cosa ci vuole coraggio (o stupidità, dipende dai punti vista) a scrivere “il suo compagno di cordata a un certo punto non reggeva il suo ritmo” quando stai parlando di un certo Manfred Reicheger…
    Ammesso che tu abbia almeno una vaga idea di cosa sia lo sci alpinismo, vai a leggerti la storia di questo atleta/fenomeno e la prossima volta che devi scrivere qualcosa cerca di farlo in modo quanto meno credibile.
    Ultima cosa…
    Quando vai a leggere la storia di Manfred prenditi del tempo visto che sono 13 anni che questo “sconosciuto” gareggia in giro per il mondo…
    Bye bye
    Ugolini

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