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Una maratona un po’ speciale… a Milano

Ieri è stato il giorno della maratona di Milano. E il giorno della maratona di Roma. Un mio amico triathleta – per la coincidenza davvero poco intelligente – ha proposto provocatoriamente per il prossimo anno, se dovesse ripetersi ancora – il boicottaggio della Fidal. Comunque, nonostante questa coincidenza, è stata una festa per il popolo che corre nello stivale. Io a Milano, ho partecipato alla Relay Marathon Europe Assistance, la staffetta benefica. La mia maratonina quest’anno è stata davvero un po’ speciale. Di maratone ne ho fatte tante, più di 40, so ormai come funziona questa durissima e affascinante gara. Difficile emozionarmi per un rito già tanto frequentato. Eppure…. Eppure ieri sono arrivato al 42,1 km dell’arrivo, davanti ai Giardini Montanelli, con un groppone in gola e nello stomaco e nel cuore dall’emozione. Ero uno degli staffettisti che correva assieme ai ragazzi di Fraternità amicizia, una associazione che aiuta la socialità di ragazzi con disabilità mentali. Noi eravamo quelli con le magliette rosse. Rosse come il cuore. Rosse come il sangue. Rosse come la passione che muove la vita e questi ragazzi. E il marchio davanti RC che dietro, sulla schiena, corrispondeva alla nostra sfida: RunChallenge. Vincere la maratona insieme. Chi c’era ieri a Milano forse ci ha notato perché rispetto a tutti gli altri atleti la nostra staffetta ha avuto una peculiare particolarità: la sfida era arrivare e arrivare insieme. Così è capitato che i vari staffettisti nei rispettivi percorsi di circa 10, 10, 8 e 12 km corressero insieme, uno accanto all’altro. Gioiosamente. Per me che ero parte dell’ultima staffetta che partiva dal km 30 al km 42 è stato veramente commovente, per esempio, vedere arrivare Mathias assieme a Marco che gli faceva da guida. Mathias è un angelo di 17 anni che pochi anni fa, mentre andava a un allenamento di calcio, attraversando le strisce pedonali è stato falciato da una “bestia” in auto, un pregiudicato agli arresti domiciliari, che non avrebbe potuto guidare l’auto e che quel giorno gli ha cambiato per sempre la vita. Mathias ha perso del tutto la vista da un occhio ne ha poca nell’altro ed ha avuto una grave frattura della scatola cranica che lo ha costretto finora a sottoporsi a 39 difficili e dolorosissimi interventi chirurgici per ricostruire la sua scatola cranica. Mathias ha la testa che per la metà è fatta di titanio, ci vede poco poco e ha una dolcezza e un atteggiamento di stupore davanti al prossimo e alla vita che scioglierebbe anche un iceberg. Ebbene il giovane campione ieri è arrivato in fondo alla sua staffetta. E’ riuscito a vincere la sua sfida, a correre nel fiume umano dei maratoneti, mischiandosi insieme a tutti gli altri. Al suo arrivo era felice. E noi tutti estasiati nel condividere quel momento di gioia tanto intimo. Un altro campione è stato Mattia, argento vivo, giovane vichingo milanese che ha la forza e la vitalità di un leone e che durante la sua gara continuava a incitare il pubblico presente sul bordo della strada: “Ehi passo io, non vedete quanto sono bravo”. E tutti che lo incitavano. Quando è arrivato al 30esimo km Mattia si è tolto la maglia rossa dalla gioia come se avesse segnato alla finale dei Mondiali di calcio ed è corso ad abbracciare il suo educatore-coach Davide Lovino.

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Con me durante la mia di staffetta (prima di me hanno corso Roberto, Antonio e Valentina) c’era Marco un ragazzo di colore con la faccia da rapper e il fisico da giocatore di basket. Gli sono stato dietro per un po’ ma poi lui che ne aveva è andato all’arrivo al trotto, scortato dagli angeli… Io sono arrivato subito dopo, felice davvero di questa esperienza inusuale di sport e condivisione. Hanno corso il RunChallenge dell’associazione Fraternità e amicizia, grazie anche alla collaborazione di Playmore che durante l’anno ha concesso l’uso delle docce e degli allenatori per preparare i ragazzi a questa sfida, 20 staffette da 4 persone, di cui 2 “normali” tra molte virgolette e due con disabilità. Insomma un piccolo esercito festoso di sportivi innamorati della vita di 80 persone. Sono stati raccolti con le donazioni circa, se non sbaglio, 7mila euro, che saranno utilizzato per far fare sport a tutti questi ragazzi per rendere possibili le loro prossime sfide sportive. Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile.